Fuochi di Sant’Elmo «’Look aloft!’ cried Starbuck. ‘The corpusants! The corpusants!’.» MELVILLE
‘UNA PERFETTA STANZA DI OSPEDALE’ di YOKO OGAWA, STECCA IL SECONDO
[Adelphi, pag. 152, euro 10]
A un primo racconto bellissimo – la protagonista narra gli ultimi giorni di vita del giovane fratello e del loro rapporto che sboccia come un fiore grazioso e dolente in prossimità della fine -, per i quali possono sprecarsi, e a ragione, i paragoni con i grandi delle short stories (vi sia sufficiente il magnetico incipit: «Ogni volta che penso a mio fratello, il cuore mi sanguina come una melagrana scoppiata»), fa seguito un secondo racconto quasi narcotizzante – una nipote è costretta a condurre la nonna in una casa di cura per anziani, intanto il rapporto col suo compagno è funestato da incertezze e da una gravidanza non benissimo accolta -, a proposito del quale si può dire che il minimalismo di Carver, a cui la giapponese Ogawa viene anche coerentemente accostata, è un minimalismo che trabocca di sensazioni, la maggior parte delle quali inespresse, mentre qui risulta solo freddo, anonimo, immotivato ciarlare.
4 Responses to “‘UNA PERFETTA STANZA DI OSPEDALE’ di YOKO OGAWA, STECCA IL SECONDO”
ah ah ah ah,una lettura che ti porta a considerare il suicidio come ludico/ricreativo?
ah ah ah ah,una lettura che ti porta a considerare il suicidio come ludico/ricreativo?
francesca - Marzo 27, 2009 at 4:53 pm
o cazzo frascella, si sono sucidati tuttti…
ma pure tu ,bello mio ..che’ sei depresso?
francesca - Marzo 28, 2009 at 2:14 am
Sei forte! Ti sto leggendo, molti complimenti e… continua!
Marco
Marco - Marzo 28, 2009 at 9:14 pm
Non ti ho capito. Sò scema?
MissMarLaBlu - Aprile 5, 2009 at 6:52 pm