Fuochi di Sant’Elmo
«’Look aloft!’ cried Starbuck. ‘The corpusants! The corpusants!’.» MELVILLE

‘UNA PERFETTA STANZA DI OSPEDALE’ di YOKO OGAWA, STECCA IL SECONDO

[Adelphi, pag. 152, euro 10]
A un primo racconto bellissimo – la protagonista narra gli ultimi giorni di vita del giovane fratello e del loro rapporto che sboccia come un fiore grazioso e dolente in prossimità della fine -, per i quali possono sprecarsi, e a ragione, i paragoni con i grandi delle short stories (vi sia sufficiente il magnetico incipit: «Ogni volta che penso a mio fratello, il cuore mi sanguina come una melagrana scoppiata»), fa seguito un secondo racconto quasi narcotizzante – una nipote è costretta a condurre la nonna in una casa di cura per anziani, intanto il rapporto col suo compagno è funestato da incertezze e da una gravidanza non benissimo accolta -, a proposito del quale si può dire che il minimalismo di Carver, a cui la giapponese Ogawa viene anche coerentemente accostata, è un minimalismo che trabocca di sensazioni, la maggior parte delle quali inespresse, mentre qui risulta solo freddo, anonimo, immotivato ciarlare.

4 Responses to “‘UNA PERFETTA STANZA DI OSPEDALE’ di YOKO OGAWA, STECCA IL SECONDO”

  1. ah ah ah ah,una lettura che ti porta a considerare il suicidio come ludico/ricreativo?

  2. o cazzo frascella, si sono sucidati tuttti…
    ma pure tu ,bello mio ..che’ sei depresso?

  3. Sei forte! Ti sto leggendo, molti complimenti e… continua!
    Marco

  4. Non ti ho capito. Sò scema?


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