Fuochi di Sant’Elmo
«’Look aloft!’ cried Starbuck. ‘The corpusants! The corpusants!’.» MELVILLE

‘IL MATEMATICO INDIANO’ di DAVID LEAVITT, L’OPERA DEFINITIVA

Cambridge, 1923. G.H. Hardy è considerato, nonostante i suoi 37 anni, uno dei più brillanti matematici del suo tempo. Un giorno, però, riceve una lettera da un anonimo impiegato indiano, il quale dichiara di aver risolto un importante e complesso problema matematico sul quale Hardy lavora da tempo, senza fornirne però la dimostrazione. Inizialmente perplesso, Hardy decide però di sfruttare l’occasione del viaggio in India di alcuni amici per conoscere Srinivasa Ramanujan, il misterioso impiegato, e scoprire se si tratta di un vero genio matematico o di un impostore. Troverà, al suo arrivo, un giovane che, pur avendo fallito in ogni tipo di studio, ha un talento assoluto per il calcolo.

Credo si stia parlando molto poco di questo straordinario libro di David Leavitt Il matematico indiano appunto (Mondadori). Io lo ritengo uno dei migliori editi quest’anno. Racconta la storia di due grandi matematici realmente esistiti, il loro incontro-scontro nell’Inghilterra del primo Novecento: tutto il romanzo è incentrato sull’impossibilità di superare lo scoglio della differenza classista, religiosa e culturale e, al contempo, sulla grande capacità della scienza matematica pura di abbattere ogni ostacolo, persino nelle sue astrazioni. Ma la Prima Guerra Mondiale è alle porte, e il mondo ha qualcosa di più stupido da fare che risolvere l’ipotesi di Riemann…
Tra documentazione rigorosa ed estro narrativo libero, finalmente Leavitt porta a compimento quello considero il suo libro più importante, l’opera che lo catapulta definitivamente nella cerchia dei più grandi scrittori del nostro tempo.

3 Responses to “‘IL MATEMATICO INDIANO’ di DAVID LEAVITT, L’OPERA DEFINITIVA”

  1. Quest’uomo ha fegato: malgrado l’avessero già inchiodato per plagio ai tempi di “Mentre l’Inghilterra dorme” lui tira dritto.

  2. Ma di che problema matematico si parla? Del gettonatissimo teorema di Riemann? Del calcolo dei numeri primi? Su quest’ultimo argomento esistono alcuni teoremi allucinanti e, siccome sono al di la’ delle umane capacita’ intellettive, almeno mi farebbe piacere conoscerne la storia…

  3. Leggerò il “Matematico indiano”.
    La recensione del padrone di casa m’ha ingarzato.
    Così, se non dovesse piacermi, pur di rimanere in argomento, passerò ai numeri primi di Giordano, che – mi pare di capire – rappresentano, per il padrone di casa di questo blog, il capolavoro narrativo al quale sperare di avvicinarsi.
    Autofocus


Leave a Reply