Fuochi di Sant’Elmo
«’Look aloft!’ cried Starbuck. ‘The corpusants! The corpusants!’.» MELVILLE

‘GLI INTERESSI IN COMUNE’ di VANNI SANTONI, SULLA VIA DI MEZZO BRUCIA LA GIOVINEZZA

Un libro struggente.
L’escalation dalle droghe leggere agli allucinogeni è raccontata attraverso le vite di Iacopo, trascinatore del gruppo solo perché sa esprimersi; dal Malpa, che proverebbe di tutto per buttarsi alle spalle un po’ di esperienza; dal Dimpe, condotto alle droghe da un amore senza soluzione per la bella e strafatta Eleonora; dal Sasso, sempre a modo e però col desiderio di fuga dalla normalità; dal Paride, che nulla farebbe se non ci fossero divieti sociali. E da un caleidoscopico mondo di personaggi sulla riva, alla deriva, a nuoto senza meta nell’esistenza, pronti a lasciarci la pelle senza aver mai cominciato a vivere.
Dal 1995 al 2006, undici anni di follia il cui effetto sale e poi cala, sempre a dismisura, come le sostanze tossiche che i personaggi assumono senza alcun rispetto verso se stessi, eppure amandosi in maniera atrocemente carnale e spirituale. Illuminati e defraudati, si rispettano ma non provano un vero affetto gli uni per gli altri: quel che li lega, solo o soprattutto, sono ‘Gli interessi in comune’ del titolo (Feltrinelli), che alla fine è un unico interesse: lo sballo. Ma lo sballo quello vero, mica robette da parco giochi; e nemmeno lo sballo quello brutto, da tossicodipendenza irrimediabile.
E’ una precisa via di mezzo quella che Vanni Santoni riesce a recuparare in tanta – presunta – vitalità. Tra la goliardia e il dramma, l’autore, appena alla sua seconda prova narrativa, sbaraglia il campo da congeniate scritture giovanilistiche, e cala l’asso pesante con un libro vero, in cui c’è dentro un’epoca, dentro quell’epoca una generazione, in quella generazione la nostra storia – completa, irrimediabile, senza sofisticazioni e ricettucole da Bravo Scrittore Alla Moda – e ci spezza il fiato, ci plagia con l’ironia per lasciarci, all’ultima riga, con addosso un estenuante senso di solitudine, senza numeri primi o secondi, la nuda solitudine delle notti, quando al buio ripensi a com’eri e ti mordi le dita.

12 Responses to “‘GLI INTERESSI IN COMUNE’ di VANNI SANTONI, SULLA VIA DI MEZZO BRUCIA LA GIOVINEZZA”

  1. [...] infine la bellissima recensione de “Gli interessi in comune” a firma Christian [...]

  2. Bello il libro, e bella questa recensione.

  3. Il libro di Vanni si legge tutto d’un fiato, è uno specchio strarealistico di una precisa realtà radicata in una generazione e in un luogo . Lo trovo un romanzo leale, dove puoi sentire la mente e il cuore di ogni personaggio, attraverso il filtro delle sostanze che spesso apre e non offusca. Triste? Anche sì, ma senza rancore e rimpianto.

  4. Letto.
    Il libro è bello e vero.
    Alcuni ragazzi sembrano nascere dalla penna di Welsh, ma in fondo tutti noi scrittori trentenni siamo contaminati dall’inchiostro di Welsh.
    Bravo Vanni.
    In un’Italia finta come “i numeri primi”, finalmente uno che dice come stavano e stanno le cose; le cose per i ragazzi definiti “ultimi” e basta.
    massimiliano santarossa

  5. Grazie per la dritta, un libro fantastico.

  6. io AMO il Malpa!

  7. Comprato, seguirà commento.

  8. Mah, mi è piaciuto, non c’è che dire, ma mi sembra un “tantino” esagerato. Che la droga esista, lo sappiamo. Che molti giovani la consumino, anche. Ma a quei livelli, scusate l’ingenuità, ne dubito fortemente.

  9. Invero, i ragazzi de “Gli interessi in comune” sono tranquilli, rispetto a diversa gente (che pure fa vite piu o meno normali) che tutti conosciamo.

  10. Un’opera bellissima, Santoni coglie il crudo dell’esagerare
    La vita di paese è fotografata il ritmo è incalzante!!
    Sono rimasto entusiasta…
    Speravo in una ricomparsa dell’eroe MELLA!!!
    Mella è fantastico ma che fine ha fatto?????

  11. A proposito di sofisticazioni e ricettucole… quand’è che vi ficcherete in culo il vostro lirismo da poracci “sto provando ad essere un intellettuale trash-moderno”?

    massimiliano l’inchiostro non si usa più da decenni.

  12. mi e’ piaciuto tantissimo. c’e’ quella malinconia di fondo che mi piace sempre in un libro. e poi i fatti che descrivi accadono…certo che accadono..mi ricordano quelli di certi miei amci.
    belllissimo comunque. l’ho comprato.


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