Fuochi di Sant’Elmo «’Look aloft!’ cried Starbuck. ‘The corpusants! The corpusants!’.» MELVILLE
‘CRONACHE DALLA DITTA’ di ANDREA CISI, GLI SFRUTTATI CHE RIESCONO A RIDERE
Quando in libreria una fila di libri è più alta di altre, ovviamente significa una di queste due cose: o sta vendendo di brutto e non fanno che rimpinguarla, o nessuno lo compra. Ieri mi è accaduto di vedere alla Mondadori questo romanzo di Andrea Cisi in una fila ancora ben alta e intatta, assai poco considerata. Mi è dispiaciuto, perché io ce l’avevo a casa e lo stavo leggendo, l’ho letto e terminato, e secondo me è un gran bel libro. Cronache dalla ditta, Strade Blu Mondadori, è un romanzo divertente perché è un romanzo triste: parla della fabbrica, delle ore snervanti a lavorare su pezzi di cui non te ne può sbattere di meno, dell’ambiente difficile, della condizione dei precari nell’Italia che produce e viene presa a calci in culo. Però si ride parecchio, nonostante lo squallore del posto. Ci sono personaggi veri e i dialoghi son fulminanti.
Spesso mi sono lamentato che in questo Paese mancasse una letteratura di riferimento per la classe operaia. Ora c’è questo libro, che ha una trama episodica: un anno di vita di un trentenne nella Bassa, fidanzata precaria, gatto chiacchierone, e soprattutto quel suo noioso lavoro sulle termocoppie, alienante epperò reso divertente dal piglio bukowskiano con cui Cisi mantiene la narrazione. Spesso mi sono lamentato, dicevo, ora c’è questo libro apparentemente leggero che, secondo me, racconta più la nostra epoca di un trattatone sociologico di cinquecento pagine scritto a quattro o sei mani. Leggetelo.
2 Responses to “‘CRONACHE DALLA DITTA’ di ANDREA CISI, GLI SFRUTTATI CHE RIESCONO A RIDERE”
L’ho regalato a natale a mio cognato che lavora alla fiat,in molte cose si rispecchia,purtroppo.Io invece ho iniziato a leggerlo ieri.
E’ veramente un peccato non vedere commenti a questa recensione,il libro è bello,tremendamente attuale,divertente anche se non ci sarebbe un cazzo da ridere e soprattutto riflessivo anche per chi ,come me, la vita di fabbrica non la ha mai vissuta.
Per la versione più feroce apettiamo te.
L’ho regalato a natale a mio cognato che lavora alla fiat,in molte cose si rispecchia,purtroppo.Io invece ho iniziato a leggerlo ieri.
marco - Aprile 6, 2009 at 12:56 pm
E’ veramente un peccato non vedere commenti a questa recensione,il libro è bello,tremendamente attuale,divertente anche se non ci sarebbe un cazzo da ridere e soprattutto riflessivo anche per chi ,come me, la vita di fabbrica non la ha mai vissuta.
Per la versione più feroce apettiamo te.
marco - Maggio 2, 2009 at 11:43 am