Fuochi di Sant’Elmo
«’Look aloft!’ cried Starbuck. ‘The corpusants! The corpusants!’.» MELVILLE

‘LA RIVINCITA DI CAPABLANCA’ di FABIO STASSI, DOVE C’E’ IL GIOCO E C’E’ LA SPERANZA

Io non lo so com’è che si scrive una grande recensione però ci tenevo a dire che questo libro qui ti fa venire voglia di scrivere una grande recensione con tutte le parole belle e giuste che facciano capire a chi legge questa recensione qua che questo libro è proprio da andarlo a comprare subito e poi sdraiarsi a letto o sul divano spegnere tutto cellulari tv e piazzarsi lì a leggere di quando Gesualdo Bufalino ha raccontato all’autore di questo libro la trama di una storia che non ha fatto in tempo a scrivere ché un brutto incidente se l’è portato via allora questo suo giovane amico anche lui siciliano e scrittore si è messo in testa Capablanca si è messo in testa Capablanca si è messo in testa Capablanca e la storia che Bufalino gli aveva raccontato quella di un campione di scacchi che passa la seconda metà della sua vita in attesa di una rivincita che il suo rivale russo non gli vuole concedere e c’è una certa Europa e una certa America in quei fatti a ridosso delle guerre che fanno gli uomini per pretendersi re chissà di che c’è Cuba e la natura incontaminata dell’infanzia i compromessi e la vigliaccheria dell’età adulta e il coraggio che ti viene prima della fine lo scrittore di questo libro si chiama Fabio Stassi il libro è La rivincita di Capablanca lo pubblica quella fucina di eroi che è Minumum Fax vi riporto una frase di Stassi che secondo me ce la dice lunga sul talento dell’autore e sulle cose che ancora ha da raccontare la frase é “La solitudine gli ronzava nelle orecchie come una marea” già solo una frase così ti fa venir voglia di dire grazie Fabio Stassi di esistere spero che corrano a comprare il tuo libro non per farti ricco ma per avere qualcosa di bello a casa da mostrare agli amici un libro un grande libro di duecento pagine che ha dentro una frase come la solitudine gli ronzava nelle orecchie come una marea e poi quest’altra “La chiave di tutto era nell’ansia di una metamorfosi, nel sogno dei pedoni di diventare regina” dove c’è il gioco e c’è la vita e c’è la speranza e c’è la lotta e a volte anche la resa purché dignitosa e poi c’è tutto il resto che non si può dire perché di quello che si può dire ho detto quasi tutto.

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