Fuochi di Sant’Elmo «’Look aloft!’ cried Starbuck. ‘The corpusants! The corpusants!’.» MELVILLE
‘ABSURDISTAN’ di G. SHTEYNGART
Ebreo milionario erede di babbo gangster, vive tra New York e Leningrado, fino a quando il boss muore e lui, dopo il funerale, non può più rientrare negli States. Cerca vie di fuga che lo riconducano a Rouenna, la tizia di Harlem con cui ha una relazione, ma, fuggiasco, appoggia le chiappe in Absurdistan, accolto da loschi figuri e da un’altra, pepata femmina, finendo in piena guerra civile. Tenterà di riscattare una vita dedicata al vizio (figa, cibo, figa, vodka, figa) in un finale ‘pirotecnico’.
Osannato in patria (ma solo dai critici very cool), questo Absurdistan di Gary Shteyngart (autore che la rivista Granta ha definito uno dei migliori giovani d’America) tradotto in Italia da Guanda, fa ridere nelle prime pagine e sbadigliare nelle restanti (troppe). Manca qualcosa. Quel qualcosa mi pare che sia l’utilità dell’originalità (tattà), poiché trattasi certamente di libro originale ma pressoché inutile.
Giudizio: 5 meno.
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