Fuochi di Sant’Elmo «’Look aloft!’ cried Starbuck. ‘The corpusants! The corpusants!’.» MELVILLE
LA LETTERATURA OPERAIA E’ MORTA, MA A NESSUNO FREGA UN CAZZO
In questi ultimi 25 anni, in Italia, contrariamente a quanto avvenuto prima, è mancata una letteratura dedicata al lavoro operaio. E’ mancata talmente tanto che individui come questo possono permettersi di sproloquiare, per essere smentiti solo una decina di giorni dopo con la strage della Thyssen, senza poi tenerne conto, glissando.
Se ci fosse ancora un Volponi o se i libri di Guerrazzi avessero una migliore distribuzione, e se tra gli scrittori giovani ce ne fosse almeno uno venuto fuori da quel contesto, forse le persone sarebbero un pochino più furbe, più accorte, più rispettose.
Ma la moda letteraria qui da noi oggi la fanno gli scrittori diggiei, i montalbanisti, e quelli col libro di battute provate prima in cabaret da leggere poi al cesso. E’ colpa degli editori che non ‘cercano’ dove dovrebbero perché è un argomento che non tira, ché ormai si è davvero tutti bamboccioni (ha ragione quel ministro lì), e ai bamboccioni piace Harry Potter, anche se poi mica lo raccontano in giro.
Ma certo non è solo colpa dei libri, tutte le forme d’arte o comunque di comunicazione tra individui si sono asserragliate in uno spazio collettivamente impalpabile, dove l’immagine è l’unica fonte possibile di stupore, o solo di interesse.
Del sudore e dell’alienazione e della grande lezione di vita nelle fabbriche non gliene fotte più niente a nessuno. Ma io, coi miei dieci anni di tuta blu addosso, si sa che sono di parte.
8 Responses to “LA LETTERATURA OPERAIA E’ MORTA, MA A NESSUNO FREGA UN CAZZO”
grazie mi hai segnalato un ottimo blog con il quale sostituirti!
pS: se ti fai delle domande puoi anche provare a darti delle risposte
la Tyssen mi da pienamente ragione: gli operai d’oggi scendono in piazza solo per chiedere aumenti di stipendio! trovami un esempio in cui gli operai hanno PROPOSTO, di loro iniziativa, una riduzione della retribuzione per avere condizioni di lavoro piu’ sicure. Poi vienimi a dire che non sono gli operai che ci devono rimettere i soldi per gli estintori, e hai anche ragione, pienamente ragione, il fatto sta che io rinuncerei a 10 euro al mese per non morire arrosto altri, invece, preferiscono i soldi … questione di priorità. E non mi fanno certo pena.
saluti
dat
Ha ragione dat, che cazzo. Anzi, io proporrei di lavorare gratis, a questo punto, per aiutare le aziende multimilionarie a pagarci i diritti che, in quanto tali, son dovuti.
cara carlotta, i diritti sono dovuti e fin qui ci siamo, se pero’ vengono disattesi eviterei di farmi arrostire perché le ditte multimiliardarie non pagano gli estintori, che dici?
ah no scusa, tu aspetti che il sindacato indica lo sciopero generale, faccia gran casino in piazza, faccia notare i diritti disattesi (forse, in realtà si parla sempre e solo di adeguamenti contrattuali), torni tutto come prima.
bah, fatevi arrostire un po’ come vi pare, d’altronde di qualcosa si deve pur morire …
p.s. e se TUTTI gli operai della Thyssen si fossero rifiutati di entrare nei capannoni non a norma, cosa credi che sarebbe successo? licenziamento di massa (comunque mooolto difficile con le leggi italiane) e chiusura (tra l’altro inevitabile) degli stabilimenti. pero’ ora piangeremo 100 disoccupati e non 7(?) morti. spero che i sopravvissuti se lo siano goduto il loro stipendio. come dicevo, questione di priorità.
E’ un problema di evoluzionee trasformazione sociale. Dici che la classe operaia (tu la intendi in senso stretto, alla FIOM, per intenderci) è culturalemte morta.
Ma chi sono gli operai di oggi, se non i telefonisti di call center e tutti i vari precari? Io credo che ci siano manifestazioni culturali di questa classe.
voi parlate di norme di sicurezza eh va bene (chissà in che stato sono ridotte le migliaia di fabbriche della nostra nazione),ma vi sembra giusto far lavorare delle persone 15,5 ore al giorno (non sedici sennò gli spetterebbe il giorno di riposo nè),farle lavorare il giorno di natale e di capodanno (la produzione è sacra mica le feste in famiglia nè) approfittando del fatto che una persona debba in qualche modo farsi o mantenere una famiglia?Assumere qualcuno in più no eh non se ne parla sennò come si fa a portare la moglie alle maldive……e la settimana bianca ai figli………con tutta la neve di questo inverno no no non se ne parla.
antonio spano operaio scrive libri di denunce sociali questo è il suo blog antoniospano. splinder.leggendo il suo ultimo racconto aldilà del muro ti accorgi che lui non è affatto morto ma è vivo più che mai.
grazie mi hai segnalato un ottimo blog con il quale sostituirti!
pS: se ti fai delle domande puoi anche provare a darti delle risposte
Grazie - Gennaio 5, 2008 at 4:55 pm
la Tyssen mi da pienamente ragione: gli operai d’oggi scendono in piazza solo per chiedere aumenti di stipendio! trovami un esempio in cui gli operai hanno PROPOSTO, di loro iniziativa, una riduzione della retribuzione per avere condizioni di lavoro piu’ sicure. Poi vienimi a dire che non sono gli operai che ci devono rimettere i soldi per gli estintori, e hai anche ragione, pienamente ragione, il fatto sta che io rinuncerei a 10 euro al mese per non morire arrosto altri, invece, preferiscono i soldi … questione di priorità. E non mi fanno certo pena.
saluti
dat
dat - Gennaio 5, 2008 at 5:48 pm
Ha ragione dat, che cazzo. Anzi, io proporrei di lavorare gratis, a questo punto, per aiutare le aziende multimilionarie a pagarci i diritti che, in quanto tali, son dovuti.
fai pena tu, dat.
carlotta - Gennaio 5, 2008 at 7:33 pm
cara carlotta, i diritti sono dovuti e fin qui ci siamo, se pero’ vengono disattesi eviterei di farmi arrostire perché le ditte multimiliardarie non pagano gli estintori, che dici?
ah no scusa, tu aspetti che il sindacato indica lo sciopero generale, faccia gran casino in piazza, faccia notare i diritti disattesi (forse, in realtà si parla sempre e solo di adeguamenti contrattuali), torni tutto come prima.
bah, fatevi arrostire un po’ come vi pare, d’altronde di qualcosa si deve pur morire …
p.s. e se TUTTI gli operai della Thyssen si fossero rifiutati di entrare nei capannoni non a norma, cosa credi che sarebbe successo? licenziamento di massa (comunque mooolto difficile con le leggi italiane) e chiusura (tra l’altro inevitabile) degli stabilimenti. pero’ ora piangeremo 100 disoccupati e non 7(?) morti. spero che i sopravvissuti se lo siano goduto il loro stipendio. come dicevo, questione di priorità.
dat - Gennaio 5, 2008 at 8:07 pm
E’ un problema di evoluzionee trasformazione sociale. Dici che la classe operaia (tu la intendi in senso stretto, alla FIOM, per intenderci) è culturalemte morta.
Ma chi sono gli operai di oggi, se non i telefonisti di call center e tutti i vari precari? Io credo che ci siano manifestazioni culturali di questa classe.
ciao
Apolide
apolide - Gennaio 5, 2008 at 8:33 pm
voi parlate di norme di sicurezza eh va bene (chissà in che stato sono ridotte le migliaia di fabbriche della nostra nazione),ma vi sembra giusto far lavorare delle persone 15,5 ore al giorno (non sedici sennò gli spetterebbe il giorno di riposo nè),farle lavorare il giorno di natale e di capodanno (la produzione è sacra mica le feste in famiglia nè) approfittando del fatto che una persona debba in qualche modo farsi o mantenere una famiglia?Assumere qualcuno in più no eh non se ne parla sennò come si fa a portare la moglie alle maldive……e la settimana bianca ai figli………con tutta la neve di questo inverno no no non se ne parla.
p.s firmato un piccolo molto piccolo imprenditore
marcoarcovisocchi@libero.it - Gennaio 7, 2008 at 10:52 am
mi pare che nei libri italiani poco si parli di lavoro, anche
melpunk - Gennaio 7, 2008 at 3:24 pm
antonio spano operaio scrive libri di denunce sociali questo è il suo blog antoniospano. splinder.leggendo il suo ultimo racconto aldilà del muro ti accorgi che lui non è affatto morto ma è vivo più che mai.
antonio - Agosto 17, 2009 at 4:42 pm