Fuochi di Sant’Elmo «’Look aloft!’ cried Starbuck. ‘The corpusants! The corpusants!’.» MELVILLE
MI DICHIARO PRIGIONIERO POLITICO di G. Bianconi
Gli anni Settanta e gli anni Ottanta. Sei brigatisti, le loro storie che abbracciano quasi un ventennio di vita italiana. Giovanni Bianconi, giornalista, penetra nel cuore di tenebra della nostra società, in un ‘come eravamo’ che allarma ciò che siamo oggi.
Perché questo Paese, che ne abbia memoria o meno, è passato per la guerra civile, in quegli anni. I carnefici, oggi quasi tutti liberi, sono lo specchio delle loro vittime. Sono narrate sei Storie Brigatiste, sei espressioni di un’unica follia collettiva: dagli albori del movimento, sorto quasi spontaneamente dopo Piazza Fontana, passando per 128 vittime (c’è il piccolo sindacalista Guido Rossa che denuncia l’infiltrazione brigatista nell’Italsider di Genova e viene crivellato di colpi e c’è il grande uomo di Stato, Aldo Moro, trucidato dopo 55 giorni nella ‘prigione del popolo’) fino al declino, alla frammentazione, alla morte (se si eccettua qualche rigurgito recente) di un ideale non ideale, di una mistificazione malata della società.
Bianconi racconta, non pretende di spiegare, non giudica. Guarda il buio o il tardivo rimorso negli occhi delle persone che intervista, di cui ricostruisce passo passo l’esperienza armata, e disegna sei piccoli cerchi che però non sanno, non possono, non devono chiudersi.
Giudizio Personale:
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on Maggio 31, 2007 at 1:59 pm and is filed under Appena finito di leggere.
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